Biografia
Mario Tani è nato a Bari il 24 Dicembre 1976 e si è laureato in Storia e Critica del Cinema presso l'Università La Sapienza di Roma con una tesi sul cinema degli anni '70 di Dario Argento.
Regista e sceneggiatore, ha girato il suo primo cortometraggio nel 1990, ma dal 1995 lavora regolarmente fra Bari e Roma, città che lo hanno formato artisticamente e professionalmente.
Ha realizzato cortometraggi, documentari, spot pubblicitari e video musicali. I suoi lavori sono stati trasmessi dai maggiori network televisivi e hanno partecipato, nel corso degli anni, ad alcuni fra i più importanti festival di cortometraggi in Italia e all'estero, aggiudicandosi importanti premi.
Nel 1998 il critico e giornalista Antonio Tentori premia il suo corto Dies irae, mentre nel 2002 è Gillo Pontecorvo a consegnarli il Primo Premio al Festival di Cinecittà per il film L'Affaire. Molti sono i riconoscimenti successivamente ottenuti con il film L'Ospite (2003) e il premiatissimo Un Certain regard (2006).
È a capo di MAC Film, società di produzione cinematografica, ed è fra i creatori del marchio di distribuzione indipendente UFO Solar, web tv e progetto multimediale che accosta musica e arti visive.
"Nel cinema thriller-fantastico di Mario Tani gli eventi seguono una struttura circolare. Quello che si vede e si racconta non è mai definito. Tutto può ricominciare da un momento all'altro, al limite fra realtà e immaginazione." (La Gazzetta del Mezzogiorno)
"L'Ospite rappresenta un'evoluzione della poetica di Tani. Quello che cambia è il modo in cui il tempo è raccontato. L'autore rinuncia al senso forte del ritmo e sceglie la dilatazione del tempo, perché ogni inquadratura serve a rallentare l'attesa dello spettatore." (La Repubblica)
"Il cinema di Tani, comunque, già da adesso rimane fra quanto di più bello si può fare nel tanto odiato/amato cinema italiano. E se questo lo ha detto Gillo Pontecorvo, sarà sicuramente vero." (L’Unità)
"L'autore dimostra di aver assimilato la lezione del cinema di genere italiano e statunitense. Un Certain Regard è un crocevia di suggestioni diverse. C'è dentro il senso di un cinema che oggi in Italia non esiste più: quello di Lenzi, Massi, Castellari." (La Gazzetta del Mezzogiorno)
Regista e sceneggiatore, ha girato il suo primo cortometraggio nel 1990, ma dal 1995 lavora regolarmente fra Bari e Roma, città che lo hanno formato artisticamente e professionalmente.
Ha realizzato cortometraggi, documentari, spot pubblicitari e video musicali. I suoi lavori sono stati trasmessi dai maggiori network televisivi e hanno partecipato, nel corso degli anni, ad alcuni fra i più importanti festival di cortometraggi in Italia e all'estero, aggiudicandosi importanti premi.
Nel 1998 il critico e giornalista Antonio Tentori premia il suo corto Dies irae, mentre nel 2002 è Gillo Pontecorvo a consegnarli il Primo Premio al Festival di Cinecittà per il film L'Affaire. Molti sono i riconoscimenti successivamente ottenuti con il film L'Ospite (2003) e il premiatissimo Un Certain regard (2006).
È a capo di MAC Film, società di produzione cinematografica, ed è fra i creatori del marchio di distribuzione indipendente UFO Solar, web tv e progetto multimediale che accosta musica e arti visive.
"Nel cinema thriller-fantastico di Mario Tani gli eventi seguono una struttura circolare. Quello che si vede e si racconta non è mai definito. Tutto può ricominciare da un momento all'altro, al limite fra realtà e immaginazione." (La Gazzetta del Mezzogiorno)
"L'Ospite rappresenta un'evoluzione della poetica di Tani. Quello che cambia è il modo in cui il tempo è raccontato. L'autore rinuncia al senso forte del ritmo e sceglie la dilatazione del tempo, perché ogni inquadratura serve a rallentare l'attesa dello spettatore." (La Repubblica)
"Il cinema di Tani, comunque, già da adesso rimane fra quanto di più bello si può fare nel tanto odiato/amato cinema italiano. E se questo lo ha detto Gillo Pontecorvo, sarà sicuramente vero." (L’Unità)
"L'autore dimostra di aver assimilato la lezione del cinema di genere italiano e statunitense. Un Certain Regard è un crocevia di suggestioni diverse. C'è dentro il senso di un cinema che oggi in Italia non esiste più: quello di Lenzi, Massi, Castellari." (La Gazzetta del Mezzogiorno)